Curiosità

Louis Braille, l’inventore dell’alfabeto in rilievo

L’alfabeto per non vedenti e ipovedenti è stato inventato nel 1829 da Luois Braille…

Il francese Louis Braille è l’inventore dell’alfabeto in rilievo che ha consentito ai non vedenti di tutto il mondo di accedere direttamente e senza mediazioni alla Cultura, al Sapere umano. Grazie al metodo di lettura e scrittura da lui inventato nel 1829, ed ancora attuale nel terzo millennio, i ciechi di tutto il mondo possono leggere e scrivere. Un codice inventato da Breille all’età di 15 anni.

L’alfabeto Braille permette una comunicazione scritta a milioni di persone ipovedenti con la stessa efficacia di quella tradizionale. I puntini in rilievo hanno permesso ai non vedenti di tutto il mondo di studiare e di inserirsi nel tessuto sociale. Un’idea rivoluzionaria ancora attuale dopo quasi due secoli.

Come funziona il metodo Braille

Il metodo si basa sulla combinazione di 6 puntini in uno spazio rettangolare di larghezza di 2mm e altezza 3mm, che rappresenta la misura di un polpastrello di un dito indice. In questo spazio rettangolare i puntini a rilievo vengono disposti in maniera codificata formando tutte le lettere dell’alfabeto.

“Il Braille – ha evidenziato Stefano Salmeri, che insegna Pedagogia generale nella Kore ed è consigliere nazionale dell’Uici – è un codice di lettura e di scrittura assolutamente non superabile, anche con le nuove tecnologie. Anzi, questi strumenti tecnologici sono complementari al Braille nonostante questo sia stato inventato nel lontano 1829. Ha quindi 192 anni di vita. Gloriosa perché ha permesso ai ciechi di diventare cittadini consapevoli e produttivi, con pari dignità rispetto agli altri, inserendosi in ruoli d’alto profilo sociale e culturale”.

Scrivere a macchina in Braille

Louis Braille, nato nella famiglia di un sellaio nel 1809, perdette la vista a causa di un’infezione contratta a tre anni. A dieci vinse una borsa di studio per l’Istituto di giovani ciechi di Parigi, ai quali veniva insegnato a leggere secondo il metodo tattile messo a punto da Valentin Haüy: grazie a un filo di rame posto sull’altro lato del foglio si dava rilievo alle lettere in nero. Il sistema non permetteva però ai non vedenti di scrivere. Per questo, a dodici anni, quando venne a sapere di un metodo militare per scrivere messaggi notturni in rilievo, cominciò a elaborarne uno uno basato su sei punti variamente combinati per corrispondere a lettere, numeri e note: il braille, nato nel 1929 e ancor oggi usato dai non vedenti di tutto il mondo. Così, a soli diciannove anni, il giovane Louis divenne professore nello stesso istituto, dove suonava anche l’organo durante le cerimonie religiose. Morì di tubercolosi a 43 anni e nel 1952 i francesi riconobbero la sua grandezza trasferendo le sue spoglie nel Pantheon di Parigi.

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