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Fase 2, si teme nuovo esodo verso il Sud

Per la fase 2 si teme un nuovo esodo verso il Sud. Continua a leggere…

Tra pochi giorni si passerà alla Fase 2 dell’emergenza per il Covid-19 e si teme che il 4 maggio possa avvenire di nuovo quanto accaduto a inizio marzo, quando si verificò una fuga di massa dalla Lombardia verso il sud Italia. Pare che già siano stati presi d’assalto treni, autobus e gli aerei rimasti e che Trenitalia abbia raddoppiato i convogli. Le corse delle Freccerosse sarebbero state aumentate perché sarà possibile spostarsi tra diverse Regioni in presenza di compravate esigenze lavorative, di salute o per tornare al proprio domicilio, ma i posti su treni e aerei che collegano il settentrione ed il meridione d’Italia sono già esauriti.

Il timore, adesso, è che il Paese possa essere impreparato a gestire questa nuova fase, forse più complessa della prima. Ci sono, infatti, grandi differenze tra la situazione nelle tre regioni che sono state il focolaio della pandemia (cioè Lombardia, Piemonte e Marche) e quella al sud, dove la diffusione dei contagi è stata contenuta. Ci si chiede, dunque, se non sia più ragionevole differenziare l’avvio della Fase 2 tra le diverse Regioni italiane. Sicilia e Calabria, ad esempio, chiedono di allentare le restrizioni perché pronte a ripartire subito e ad organizzarsi in autonomia, anche se con prudenza e vigilanza. Allo stesso tempo si teme che gli sforzi fatti fin qui da tutti gli italiani possano essere vanificati a causa della voglia di far ripartire il nord Italia, più duramente colpito dall’epidemia e con numeri di contagi ancora più alti rispetto al sud, un sud che chiede che, almeno qui, non siano escluse dalla riapertura tante attività che costituiscono il suo tessuto economico e che rischiano una catastrofica chiusura definitiva.

Imprenditori, commercianti, parrucchieri, centri estetici, ristoranti, bar chiedono allo Stato date certe e misure idonee per poter ripartire. Nel frattempo, dopo la notizia del boom di vendite di biglietti di treni e aerei per la prossima settimana, il presidente della Regione Siciliana ha chiesto al ministro De Micheli di mantenere inalterate le norme sugli ingressi in Sicilia. Il governo ha deciso di prolungare la chiusura e bloccare i rientri in Sicilia e Sardegna fino al 17 maggio, con un decreto congiunto dei ministeri dei Trasporti e della Salute. I fuori sede dovranno attendere, quindi, altre due settimane. Se da lunedì 4 maggio aumentano le corse di treni regionali in Sicilia, restano le limitazioni sui convogli provenienti da fuori Regione e si fermerà in Calabria l’unico treno Intercity Roma-Palermo. Non cambia nulla, dunque, nei trasporti da e per la Sicilia in aereo e in treno almeno fino al 17 maggio. Gli aeroporti di Palermo, Catania, Lampedusa e Pantelleria continueranno ad essere aperti con lo stesso limitato numero di voli: due al giorno per Roma da Palermo e Catania e i collegamenti minimi con le isole minori.

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