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Bugie sull’origine del grano duro. Procedimenti contro 5 aziende

L’AGCOM ha adottato procedimenti contro 5 aziende per “bugie” sull’origine del grano…

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso cinque procedimenti istruttori riguardanti informazioni fuorvianti circa l’origine del grano duro utilizzato nella produzione di pasta di semola di grano duro, diffusi attraverso le etichette e i siti aziendali di cinque grosse aziende che commercializzano la pasta.

Nello specifico si tratta di promozione e commercializzazione delle proprie linee di pasta di semola di grano duro mediante confezioni che rappresentano in maniera ingannevole le caratteristiche del prodotto, enfatizzandone sulla parte frontale l’italianità in assenza di adeguate e contestuali indicazioni sull’origine anche estera del grano duro impiegato. L’Autorità AGICOM ha accolto e reso obbligatori gli impegni presentati dalle aziende coinvolte che consistono in modifiche delle etichette e dei rispettivi siti così da garantire al consumatore una informazione completa, fin dal primo contatto, sull’origine (talvolta estera) del grano utilizzato nella produzione della pasta. Il nuovo set informativo permetterà così di evitare la possibile confusione tra provenienza della pasta e origine del grano.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha adottato inoltre un provvedimento di accertamento di una pratica commerciale scorretta attuata da una delle aziende che non ha presentato impegni nel corso della procedura istruttoria.

La pratica “incriminata”

La pratica commerciale “incriminata” consiste nell’aver ingannato i consumatori sulle caratteristiche della pasta a marchio , inducendoli in errore sull’origine italiana della materia prima. In ragione dell’importanza attribuita dai consumatori all’informazione sull’origine della materia prima e della diffusione dei punti vendita della catena. L’Autorità ha irrogato ad una delle aziende, che non ha presentato alcun impegno a modificare il proprio comportamento, una sanzione di 1 milione di euro.

Per conoscere le aziende coinvolte è possibile consultare il sito di AGCOM

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