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Salvate gli squali, appello Wwf ai Paesi del Mediterraneo

Il Wwf lancia un appello ai Paesi del Mediterraneo, salvate gli squali…

Tantissime specie di squali e razze – alcune di esse in pericolo critico di estinzione – sono regolarmente catturate in modo illegale da reti e palangari nel Mediterraneo. A causa di questa diffusa illegalità e alla mancanza di una gestione e di un controllo adeguati, nel mediterraneo si consuma ogni anno una vera e propria mattanza di squali, razze, torpedini che provoca danni enormi all’ecosistema marino. Il Mediterraneo si conferma quindi essere uno dei peggiori mari al mondo nella tutela degli squali.

In occasione della Giornata Mondiale degli Squali il WWF fa appello a tutti i paesi mediterranei affinché agiscano con urgenza per migliorare l’informazione e la consapevolezza tra i pescatori, rafforzare i controlli e assicurare un adeguato sistema di segnalazione delle catture di squali e razze.

Squali e razze sono indicatori fondamentali della salute degli oceani e i loro effetti ‘benefici’ sugli equilibri marini si estendono dalla superficie ai fondali più profondi. In molte zone del mondo rappresentano anche un’importante risorsa economica nel turismo.

Il WWF con diverse attività intende informare sull’importanza degli squali per l’ecosistema marino e sfatare i miti sulla pericolosità di queste specie.

Il Mediterraneo è un hotspot di biodiversità per squali e razze, con più di 80 specie diverse censite, ma oltre la metà sono minacciate e alcune rischiano di estinguersi. Nonostante la normativa proibisca lo sbarco di specie protette di squalo e razza e allenti la pressione di pesca su altre specie, il prelievo è controllato in modo molto approssimativo con divieti spesso ignorati.

CITIZEN SCIENCE A FIANCO DEGLI SQUALI

Il Progetto M.E.C.O (Mediterranean Elasmobranch Citizen Observation), un’iniziativa del Mediterraneo composta da “Citizen Scientists” locali, ha condiviso con il WWF dozzine di foto e video postate sui social media negli ultimi anni in Italia, Spagna, Francia, Grecia, Croazia, Cipro, Turchia, Tunisia, Libia, Algeria e Marocco. Le prove raccolte solo negli ultimi 3 anni mostrano pescatori catturare e sbarcare illegalmente specie protette di squalo e razza, inclusi squali angelo e grandi squali bianchi, tutte a rischio di estinzione. Oltre a questi anche i palombi, specie drammaticamente diminuite del 90% nel mediterraneo ma per le quali non esiste un adeguato sistema di segnalazione ufficiale. In alcuni casi, come nel recente caso di Catania, gli squali appartenenti a specie minacciate finiscono anche nei mercati locali, ‘spacciate’ per pesce spada o altre specie commercialmente più pregiate.

“Sapevamo – dichiara Giulia Prato, biologa marina e Officer Mare del WWF Italia – che squali e razze erano pescati e sbarcati illegalmente nel Mediterraneo, ma queste segnalazioni forniscono ulteriore conferma di quanto il fenomeno sia diffuso in tutto il bacino e di come l’impatto riguardi un ampio numero di specie a rischio. È scioccante che le leggi che proteggono squali e razze del Mediterraneo vengano continuamente infrante con poche, se non nulle, conseguenze, e che gli strumenti gia’ esistenti per migliorare la gestione della pesca non siano ancora usati efficacemente. L’estinzione anche di uno di questi predatori dal nostro mare – conclude la biologa marina – sarebbe una tragica perdita per l’intero ecosistema marino”

Il WWF lavora in tutto il Mediterraneo con pescatori e altri soggetti interessati per migliorare la consapevolezza delle specie minacciate e sviluppare nuove strategie per evitare catture accidentali di squali e razze. Allo stesso tempo, l’associazione sta facendo pressione sui governi affinché aumentino i controlli per contrastare le attività illegali e assicurare una gestione più sostenibile delle attività di pesca che impattano sugli squali. Fonte e foto WWF

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