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L’inizio della primavera più buio dei nostri tempi.

L’ inizio di primavera più triste dei nostri tempi, una data che nessuno potrà dimenticare. Continua a leggere…

21 marzo 2020, una data che forse non dimenticheremo mai.
E’ il primo giorno di primavera, un giorno di festa e di rinascita, ma non in questo 2020 nero. La natura si sveglia con nuovi profumi, arrivano le rondini, il sole si fa più caldo, ma per la prima volta milioni di italiani potranno ricevere i suoi raggi solo da una finestra.

Il 21 marzo 2020 è anche il primo giorno delle restrizioni più ferree. Il governo vieta l’accesso ai parchi, alle ville, ai giardini, alle aree gioco. Rimangono chiuse le seconde case, si fanno più intensi i pattugliamenti.

Ma il 21 marzo 2020 verrà ricordato anche come “il mese dopo“.
Un mese dopo il paziente uno.
Sembra trascorsa un’eternità dal giorno in cui Mattia, 38 anni, risultò positivo al Coronavirus nel piccolo centro di Codogno. L’inizio di un incubo. Nessuno poteva immaginare che da quel giorno la vita di ognuno sarebbe cambiata, che l’Italia sarebbe diventata il primo paese al mondo con più decessi, che gli italiani sarebbero stati protagonisti della più grave crisi sanitaria dei nostri tempi.

Sarà difficile dimenticare la paura, la solitudine di questo 21 marzo, il silenzio dell’attesa. E mentre tutti si chiedono quando questo finirà, i mezzi militari diventano carri funebri e danno vita ad una triste sfilata di corpi che si allontanano da soli, lasciando per sempre nello sconforto i propri cari.

Le vittime del coronavirus

Intanto sono state superate le 4mila vittime in Italia. Quella di ieri una giornata nera, con 627 morti in un solo giorno, 4.670 nuovi contagi. Un numero che porta a 37.860 i malati complessivi di coronavirus in Italia.

Quasi 50 mila le persone colpite dal coronavirs in Italia

Tra contagiati e guariti (5.129) il numero dei soggetti colpiti da Covid-19 è di 47.021. Un numero che potrebbe essere superiore se si considera che ci sono anche gli asintomatici, ossia coloro che non presentano i sintomi.

I soggetti più colpiti dal Covid-19

“Solo lo 0,8% delle vittime non aveva altre patologie”, ha detto in conferenza stampa Roberto Bernabei, specialista in geratria del Comitato tecnico scientifico. Il 25% ne aveva una, un altro 25% due e il 48% tre. Solo il 10% le persone decedute aveva meno di 60 anni. “Il fattore di rischio vero è quello di avere un’età geriatrica e patologie concomitanti, ipertensione, cardiopatia ischemica e in particolare il diabete”.

Il nostro Paese ha fatto registrare più vittime della Cina, nonostante la popolazione sia di gran lunga inferiore. I casi sono maggiormente presenti nel nord: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Per le emergenze si consiglia di chiamare il numero di pubblica utilità 1500.Per il momento il miglior modo per evitare i contagi resta l’isolamento sociale. “Io resto a casa” è lo slogan portato avanti da giorni per cercare di fermare quest’emergenza. Le misure di contenimento del governo nazionale sono state recentemente incrementate. Non è escluso che vengano adottati provvedimenti ancora più restrittivi nella speranza di fermare il terribile virus.

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