
Ha riscosso un grande successo il presepe vivente di Raddusa, che anche quest’anno ha richiamato una numerosa partecipazione di pubblico, trasformandosi in un autentico momento di condivisione, fede e comunità.
Numerosi cittadini, adulti e bambini, hanno preso parte alla rappresentazione della Natività, indossando abiti tradizionali e animando con entusiasmo le diverse scene del presepe. A rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente e suggestiva è stata la presenza del gruppo pastorale Emmanuel, coordinato da Irma Ciurca, e del coro della scuola media, diretto dal professore Raffaele Federico, che con i loro canti hanno accompagnato il percorso dei visitatori, creando un clima di intensa spiritualità.
La manifestazione si è svolta nella cornice di Piazza Nuova, nel comune di Raddusa, situato in provincia di Catania al confine con la provincia di Enna, uno spazio che per l’occasione si è trasformato in un vero e proprio villaggio della tradizione natalizia.
La piena riuscita dell’evento è stata possibile grazie al prezioso contributo dell’intera cittadinanza e delle ditte locali, che hanno realizzato gratuitamente le capanne necessarie alla rappresentazione. Fondamentale anche la collaborazione dei cittadini che hanno messo a disposizione gli animali, contribuendo a rendere il presepe ancora più realistico e fedele alla tradizione. Il presepe vivente si è confermato inoltre come un importante momento di inclusione, grazie anche alla partecipazione dei ragazzi dello SPRAR.
Particolarmente apprezzata dai visitatori è stata la preparazione dei prodotti tipici locali, come la ricotta, le crespelle e il vin brulè, che hanno arricchito ulteriormente l’esperienza, unendo tradizione, gusto e convivialità.
Di grande valore per tutta la comunità è stato infine il messaggio del parroco del paese, don Mauro Ciurca, che ha richiamato il significato profondo del Natale come tempo di fede e unione, insieme all’augurio del sindaco Giuseppe Marino, il quale ha espresso soddisfazione per un’iniziativa capace di valorizzare tradizioni, spiritualità e senso di appartenenza alla comunità. (Si ringrazia per la foto di copertina IACI’s Photostudio)



