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Patti, sequestro alla foce del Timeto: amianto e materiali pericolosi in vecchi manufatti industriali abbandonati

Un’area di circa 3.000 metri quadrati nei pressi della foce del torrente Timeto, lungo la costa di Patti, è stata sequestrata dalla Guardia Costiera per la presenza di materiali e sostanze pericolose, tra cui amianto. L’operazione è stata eseguita dai militari degli uffici di Patti e Milazzo, in attuazione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il provvedimento arriva al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura di Patti e svolta dalla locale Delegazione di spiaggia, sotto il coordinamento della Capitaneria di porto di Milazzo. Il procedimento penale è a carico di soggetti noti e riguarda presunti illeciti ambientali e omissioni di atti d’ufficio.

Manufatti industriali abbandonati e collassati in mare

Al centro della vicenda ci sono vecchi manufatti industriali lasciati in stato di abbandono che, con il passare del tempo, sarebbero collassati sotto il livello del mare. All’interno delle strutture sono stati individuati materiali e sostanze pericolose, una circostanza che avrebbe determinato una concreta situazione di rischio per l’ambiente.

Oltre alle possibili conseguenze ambientali, l’area presenta anche criticità dal punto di vista paesaggistico. I manufatti abbandonati, infatti, sono visibili soprattutto dal mare e si trovano in un tratto costiero affacciato sul suggestivo golfo di Patti e sul suo caratteristico scoglio.

Sequestrate le aree con presenza di amianto

Durante le operazioni, i militari della Guardia Costiera hanno individuato e delimitato le porzioni di territorio interessate dal provvedimento, con particolare riferimento alle zone in cui è stata riscontrata la presenza di materiali pericolosi, tra cui l’amianto.

Le aree sottoposte a sequestro sono state messe a disposizione dell’Autorità giudiziaria per consentire il proseguimento delle indagini e gli ulteriori accertamenti nell’ambito del procedimento penale.

L’obiettivo: prevenire ulteriori rischi ambientali

Il sequestro preventivo punta a impedire che la situazione possa aggravarsi e che si verifichino ulteriori conseguenze per l’ambiente. Il tratto di costa interessato dall’intervento è caratterizzato da una significativa biodiversità marina e boschiva, che necessita di particolare attenzione e tutela.

Gli accertamenti proseguiranno per chiarire le circostanze della vicenda e le eventuali responsabilità. Le contestazioni sono al vaglio dell’Autorità giudiziaria e la posizione delle persone coinvolte dovrà essere valutata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza. fonte OndaTv

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