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Brutta avventura per Melania Trump. L’aereo con cui volava costretto ad un atterraggio d’emergenza

Paura per la First Lady, atterraggio d’emergenza a Washington. L’aereo con cui volava negli Stati Uniti da Washington a Filadelfia è tornato all’aeroporto di partenza per una serie di problemi tecnici

Brutta avventura per Melania Trump. Secondo l’NBC News, l’aereo che trasportava la first lady, ha effettuato questa mattina un atterraggio in condizioni di emergenza all’aeroporto di Washington. A circa 10 minuti dal volo per Filadelfia, una nuvola di fumo e un odore di bruciato hanno saturato la cabina. Gli agenti dei servizi segreti si sono diretti verso la parte anteriore dell’aereo. Ad alcuni giornalisti che erano a bordo dell’aereo sono stati portati degli asciugamani bagnati che dovevano metterli sulle loro facce in caso l’odore fosse diventato troppo forte, ha riferito la NBC News. L’aereo è tornato indietro ed è atterrato alla Base Andrews. Il fumo e l’odore lentamente si sono dissipati. Uno dei membri dell’equipaggio ha dichiarato alla NBC News che un’unità di comunicazione sull’aereo si è surriscaldata, ma la Casa Bianca non ha immediatamente confermato tale rapporto. Da quanto hanno appreso i media non vi sono stati problemi durante le operazioni di rientro e nessun passeggero ha subito alcune conseguenze fastidiose o problemi di natura fisica. Melania Trump è stata vista mentre lasciava la parte posteriore dell’aereo dopo l’atterraggio. L’allarme, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è scattato a causa di “odore di bruciato” all’interno della cabina. Ma si è trattato solo in un guasto tecnico e non di un incendio. Fuoco e il fumo sono tra gli incidenti più pericolosi a bordo degli aerei e sono quindi sempre trattati preventivamente dagli equipaggi come emergenza di alto livello, anche se successivamente si scopre che il problema è innocuo. Un atterraggio immediato è la procedura standard a meno che la fonte del fumo non possa essere localizzata e arrestata immediatamente.

fonte lo sportello dei diritti

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